Mont’e Prama. La Sardegna si scopre terra di Giganti

C’era una volta un imponente esercito di pietra che, dall’altro di una collina del Sinis, volgeva lo sguardo allo stagno di Cabras, lungo la costa centro-occidentale della Sardegna. Le sue schiere contavano arcieri, guerrieri e pugilatori, ciascuno con la sua arma a renderne inconfondibile il ruolo: rispettivamente un arco, uno scudo circolare, il guanto armato. Hanno occhi un po’ magici, scolpiti a spirale sotto delle ciglia marcate, e la statura ne fa dei veri e propri giganti: alte fino a due metri e mezzo, le gigantesche statue derivano da blocchi di pietra estratti da una cava della zona e pesanti fino a 400 chili.
 

I Giganti di Mont'e Prama, Sardegna


Alla fine dell'età del ferro, in una ricostruzione temporale che oscilla fra l’VIII e il X secolo avanti Cristo, Mont’e Prama era un’oasi verdeggiante e florida: proprio lì, fra una vegetazione mediterranea fitta e piccole, caratteristiche palme che hanno dato il nome all’area circostante, sorgeva una necropoli monumentale senza precedenti nel bacino del Mediterraneo. Rimasti sepolti per secoli insieme alla storia di cui sono depositari, i Giganti, antecedenti perfino ai Kouroi della Grecia antica, raccontano di una grandiosa Sardegna nuragica di cui non esistono testimonianze scritte. Ai primi ritrovamenti, che risalgono alla metà degli anni settanta, sono seguite altre scoperte fino ai giorni nostri, aggiungendo pian piano nuovi tasselli per ricostruire una storia antica e destinata a rimanere, almeno in parte, suggestivamente misteriosa.

Una storia che racconta dell’isola di Sardegna come un luogo prospero e vivace, ricco di risorse e al centro di una rete di floridissimi commerci nel mare occidentale. La Sardegna del tempo, dopotutto, ha i metalli pregiati del Montiferru, produce vino e legname, ha campi coltivati e boschi costellati di villaggi nuragici dove si produce ed esporta vasellame di pregio. Il dinamismo, insomma, è parte dell’identità del territorio, e rivela scambi, influenze e contaminazioni con altre realtà al di là del mare. I motivi decorativi e le geometrie delle sculture, per esempio, suggeriscono chiare influenze stilistiche di maestri artigiani venuti da lontane regioni d’Oriente come l’Anatolia, la Siria o magari la Mesopotamia.

Oggi, i superstiti fra le schiere dei Giganti di Mont’e Prama, sopravvissuti alla pulizia etnica messa in atto, con tutta probabilità, dai Cartaginesi intorno alla metà del IV secolo avanti Cristo, sono stati divisi e custoditi in parte al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari e in parte presso il Museo Civico G.Marongiu di Cabras.
 

Carlotta Comparetti è una blogger sarda. Dopo gli studi di giornalismo a Londra, oggi ha base tra Cagliari e Berlino e collabora con magazine e blog in Italia e all’estero. Coordina Lollove Mag, rivista online che racconta la contemporaneità culturale in Sardegna, e racconta storie colorate su YESEYA e Sardinia Lovers.

Photo Credit: Serena Chighini
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